Girotondo intorno al Cav./6
Volete l'eterno ritorno dell'identico in politica e vi lamentate del Cav.?
Certo che è una ben strana pretesa. Volere che termini la fase emergenziale e tecnocratica, che si torni quanto prima al gioco dei partiti e alla ricerca del consenso, insomma volere l’eterno ritorno dell’identico e definire agghiacciante il ritorno di Berlusconi. Alla riapertura del museo della maschera dei poteri nazionali, non può mancare la più ingombrante, colui che più di tutti negli ultimi venti anni ha improntato di sé l’identità del paese. Di grazia perché dovrebbe finire in cantina? Perché ha fallito? di Lanfranco Pace Leggi l'intervento di Pietrangelo Buttafuoco - Leggi l'intervento di Piero Ostellino - Leggi l'intervento di Francesco Giavazzi - Leggi l'intervento di Ernesto Galli della Loggia - Leggi l'intervento di Ritanna Armeni
9 AGO 20

Pubblichiamo il sesto di una serie di interventi apparsi sul Foglio di oggi sul ritorno politico di Berlusconi. Altri seguiranno sul sito nel corso della giornata.
Certo che è una ben strana pretesa. Volere che termini la fase emergenziale e tecnocratica, che si torni quanto prima al gioco dei partiti e alla ricerca del consenso, insomma volere l’eterno ritorno dell’identico e definire agghiacciante il ritorno di Berlusconi. Alla riapertura del museo della maschera dei poteri nazionali, non può mancare la più ingombrante, colui che più di tutti negli ultimi venti anni ha improntato di sé l’identità del paese. Di grazia perché dovrebbe finire in cantina? Perché ha fallito? Non è il solo, non ha fallito da solo e comunque non ho memoria di altri grandi riformatori. Perché ha perso?
Senza andare a pescare i primi nomi di leader a vario titolo sconfitti che vengono in mente e che sono ancora lì, diciamo l’infilata Fini, Rutelli, D’Alema, Veltroni, si può dire che anche Casini l’emergente ha perso. Qualche mese fa sembrava avesse fatto jackpot, fosse al centro di tutte le trame, diceva che dopo l’operazione Monti nulla sarebbe stato più come prima: bene è ancora allo stesso punto, membro eminente di un club piuttosto frequentato. Perché dunque indignarsi che il Cav. resti quello che è stato per venti anni, top player abile danaroso e per molti aspetti (s)fortunato? E’ dunque così impresentabile? Un suo omologo un anno fa lo considerava tale e gli sorrideva con scherno al muso: ora passa per essere il marito di una cantante italiana dalle dubbie capacità canore. E’ dunque così vecchio, ha forse malattie senili, il botox gli fa gli occhi troppo piccoli, ha il culo flaccido, insomma cosa? Ma dite perché dovrebbe fare agli altri il favore e la grazia di togliersi di torno? L’eterno ritorno del’identico senza il Cav sarebbe in-autentico, un falso storico. E poi lui no e tutti gli altri sì? Tutti quelli che, anche se non governano, restano parte considerevole del ceto dirigente e dal posto che occupano dimostrano di saper rallentare, annacquare, snaturare, bloccare e in ultima analisi vietare un’azione decisa di governo? Proprio quelli che secondo i candide del tempo dovrebbero fare sistema, si sfiancano in guerre piccoline: ceto politico provinciale dalle non buone frequentazioni e dalle non buone letture, procuratori della Repubblica che pastrugnano la storia, imprenditori dal braccino corto, banchieri non certo audaci, concertatori di ogni risma. E le lobby Rai. E la Camusso. Volete l’eterno ritorno dell’identico perché, dite, questa è la democrazia: però ve ne fregate di cambiare le regole e le istituzioni, di dotare insomma il paese di un sistema politico, efficiente, rapido nelle decisioni, coerente nelle motivazioni. E non potete dunque stupirvi se dopo il Cav. c’è ancora il Cav.
di Lanfranco Pace
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